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Demon's Souls

Aggiornamento: 22 ott 2021

Il titolo che ha dato vita al sottogenere dei Soulslike, uno dei più noti e utilizzati dell’ultimo decennio nell’ambito videoludico.



Trama:


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L’opera è ambientata prevalentemente nella città di Boletaria, nel regno del Nord. Qui il sovrano, Re Allant, aveva portato grandi ricchezze e prosperità alla città, poiché riuscì a incanalare il potere delle anime. Ma in seguito le cose andarono diversamente nel regno, con la comparsa di una nebbia spessa che isolò la città dal resto del mondo e provocò anche la scomparsa di molte persone inghiottite dalla stesa nebbia. Questo avvenne a causa di Re Allant, perché aveva risvegliato l’Antico, una creatura che dorme sotto il Nexus, ovvero un tempio nascosto nonché l’hub centrale del gioco, e una serie di demoni in grado di privare gli umani della ragione, in modo tale che si scontrino tra di loro. Nel corso dell’opera giocheremo nei panni di un avventuriero inoltratosi all’interno della nebbia; qui verrà ucciso e la sua anima sarà legata al Nexus, rimanendo perciò bloccato all’interno del regno finché non avrà ucciso tutti i demoni e in questo modo liberato Boletaria.


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Analisi:


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Il gameplay dei titoli FromSoftware sono noti per l’alto livello di sfida e di difficoltà, sia delle varie aree di gioco che dei boss. Demon’s souls come dicevo in precedenza è il progenitore di questo famoso sottogenere, perciò non è un titolo sicuramente semplice, ma non impossibile, la difficoltà infatti non è mai insensata. Una delle caratteristiche peculiari delle opere di Miyazaki è l’esperienza accumulata dall’utente attraverso anche le diverse morti (una costante simbolica dei Soulslike), gli errori sono fondamentali per apprendere meglio le meccaniche di gioco e per proseguire con più sicurezza e non con timore nelle molteplici aree e nell’affrontare i boss. La fase più spinosa è in genere quella delle prime ore, ma sono anche quelle più memorabili, proprio per il costante senso di pericolo e paura. Nello specifico in Demon’s Souls la difficoltà maggiore consiste nell’esplorare le varie zone del regno, in totale vi sono cinque grandi aree alle quali si può accedere attraverso le Arcipietre, non vi sono dei checkpoint se non dopo aver sconfitto i boss, una volta morti perciò bisogna ripartire dal falò iniziale, anche se è possibile sbloccare scorciatoie per velocizzare l’esplorazione. La difficoltà viene accentuata anche da una grande quantità di nemici da affrontare, come nella Palude del Dolore o nel Santuario delle Tempeste, che difficilmente dimenticherete. Riguardo i boss a differenza per esempio di Dark Souls o di Bloodborne non sono molto complessi, raramente ho avuto difficoltà nell’affrontarli, se non con il Flamelurker, molto probabilmente quello meglio riuscito dal punto di vista ludico. La maggior parte di questi sono incredibili esteticamente e artisticamente, basti pensare al Vecchio Eroe con un design meraviglioso tra i più belli realizzati da questo studio o al Dio Drago ancor più spettacolare nel Remake del titolo; vi è un attenzione quasi mai vista nel renderli anche molto diversi tra di loro, purtroppo questa attenzione e cura non è stata eguale per ciò che riguarda il livello di sfida, una delle pecche principali dell’opera.


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A ciò bisogna aggiungere che tutto in Demon’s Souls è misterioso, se non criptico, non sono quasi mai approfonditi alcuni aspetti importanti né vengono spiegati, come nel caso della tendenza nonostante sia fondamentale. La Tendenza ha degli effetti rilevanti sia nel mondo di gioco che nel personaggio creato, cambia in base alle nostre scelte, buone o cattive, non è qualcosa di trascurabile come potete ben capire. In base alle nostre scelte possono cambiare le statistiche dei nemici, ma anche le nostre, oppure alcune aree possono anche subire delle modifiche. Per comprendere meglio vi sono tre tipi di Tendenza, quella Bianca, quella Nera e infine quella neutrale. Nel caso della tendenza del mondo Bianca i nemici lasceranno meno anime (necessarie per lo sviluppo del personaggio, per acquistare o migliorare le armi e gli oggetti), ma saranno più facili da uccidere, inoltre si sbloccano nuove aree e NPC; nel caso invece della tendenza del Mondo Nera i nemici lasciano più anime, ma sono più resistenti, vi sono più invasioni di NPC nelle aree ed appaiono pure alcuni Arcidemoni; per concludere la tendenza Neutrale è praticamente inutile, dato che non porta nessun bonus.


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Oltre ad essere molto criptico, il titolo è molto grezzo sotto diversi aspetti, parzialmente comprensibile, visto che è un titolo del 2009, ma non è stato molto rifinito neanche nel Remake PS5 (sul sito potete leggere anche un articolo dedicato ai Remake-Remaster). Le animazioni non sono perfette, come la telecamera che complica ulteriormente il tutto, per non parlare di alcuni difetti tecnici come la scomparsa di alcuni nemici oltre una certa distanza, un po' ingiustificabile nel caso del Remake. A differenza dei Dark Souls non vi sono le Fiaschette di Estus, ma le diverse tipologie di erbe che non si rigenerano ogni falò, di conseguenza sono accumulabili; inoltre c'è non solo il peso dell'armatura e delle armi, ma di tutti gli oggetti, che possono essere depositati nel Nexus, a differenza dell'originale nel Remake possono essere inviati anche senza tornare nell'hub centrale. Il maggior pregio indiscutibilmente riguarda il lato artistico, capace di sorprendere in continuazione, sia per la varietà che per l’originalità. Si passa da un castello che testimonia la grandezza raggiunta con Re Allant nel regno alle miniere di Stonefang; dalla Torre di Latria che sembra anticipare un po' lo stile che caratterizza Bloodborne alle Paludi del Marciume Schifoso, ma anche lo stesso mastodontico Nexus, insomma una costellazione di stili artistici tutti molto ispirati. Una visione meravigliosa, personalmente una delle mie preferite dei titoli di Miyazaki. Il Remake riesce a valorizzare bene l'originale, grazie a un'eccezionale comparto tecnico, ma avrei preferito un utilizzo maggiore e meglio riuscito del Dualsense, veramente poco sfruttato.


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Commento:


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Demon’s Souls è un titolo storico per questo medium, di grande valore, ha dato vita a una serie di elementi che hanno condizionato fortemente il mercato videoludico, non nell’immediato, ma con il passare del tempo. Non è stato un caso difatti la scelta di Sony di pubblicare il Remake all’inizio della generazione PS5. Quello che emerge da questo titolo è un’enorme potenziale, non del tutto espresso, come nel caso della lore certamente interessante, ma non stratificata e complessa come quella di Dark Souls, ma anche il gameplay un po' macchinoso e poco fluido. In definitiva è un gioco immancabile per tutti gli appassionati dei Soulslike, malgrado i molteplici difetti non trascurabili.


Voto: 8

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