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Spider-Man: No Way Home (2021)

Uno dei film più attesi dell’anno, se non il più atteso, sarà riuscito a soddisfare le altissime aspettative?



Trama:


No Way Home parte dagli eventi finali di Far from Home, ovvero quando Beck rende pubblica l’identità di Spider-Man attraverso un video che ha manipolato, nel quale viene incriminato Spider-Man degli attacchi a Londra e della morte di Mysterio. Nelle scene iniziali Peter Parker e MJ scappano dai giornalisti per rifugiarsi nella casa della zia May, ma vengono comunque presi in custodia e interrogati dalla polizia, grazie all’intervento del loro avvocato, Matt Murdock (Daredevil), le accuse vengono ritirate, tuttavia a causa del filmato e delle accuse, le domande di ammissione di Peter, MJ e Ned vengono rifiutate. Successivamente Peter si reca da Dr Strange per cercare aiuto, Strange lancia un incantesimo per far dimenticare a tutti l’identità di Spider-Man, ma durante l’esecuzione viene più volte interrotto causando un’anomalia, e bloccando di conseguenza la riuscita dell'incantesimo. Gli effetti non tardano ad arrivare, mentre Peter cerca di convincere un’amministratrice dell’università per essere ammesso, fa la sua comparsa il Dottor Octopus impersonato da Alfred Molina, ovvero il villain del secondo film di Spider-Man di Sam Raimi, ma non è l’unico, perché subito dopo entra in scena anche il Goblin della trilogia di Raimi e gli altri villain dei film dell’uomo ragno. Peter e i suoi amici dovranno perciò catturarli e rispedirli nei loro universi.


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Analisi:


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No Way Home è un film strano, atipico, come tutti i film dell’MCU non può fuoriuscire dai binari narrativi dell’universo narrativo, deve perciò necessariamente avere un collegamento con gli altri film, e deve essere anche un trampolino di lancio per il film a seguire, ma ciò che rende particolare, per così dire, No Way Home è la troppa presa sull’effetto nostalgia e sul fan service, così rilevante da farlo sembrare quasi un fan movie ad altissimo budget. Molte scene non hanno uno scopo narrativo ben preciso, ma sono inserite solamente per rievocare momenti iconici dei film precedenti, questo genera un effetto straniante e pone in secondo piano il filone centrale dello Spider-Man di Tom Holland, che diventa uno mero strumento piuttosto che il fulcro dell’opera in questione.


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La nostalgia è la vera protagonista dell’opera. Per chi ha amato la trilogia di Raimi, rievoca ovviamente bei ricordi rivedere personaggi amati come Norman Osborn o Otto Octavius, ma nello stesso tempo questo mostra le fragilità e le complicazioni di un’operazione di questo tipo. Se da un lato il successo economico è di fatto assicurato, il lato filmico è penalizzato, oltre al fatto che non vi è novità, vi è un altro fattore molto rilevante, la caratterizzazione e la snaturalizzazione di questi personaggi che erano stati ideati in un certo modo dal loro autore e che ora presentano delle fattezze diverse, che non corrispondono con quelle originali. Il Dottor Octopus è ridicolizzato, diventa quasi una macchietta comica senza l’epicità e la profondità che lo hanno reso immortale nel panorama dei cinecomic, oppure un personaggio che era stato fortemente e giustamente criticato, ovvero Electro è stato cambiato anche fisicamente, oltre che caratterialmente, per renderlo più “attraente” al grande pubblico. Queste scelte non mi hanno decisamente convinto, dovevano essere il grande pregio del film, ma è invece uno dei difetti più importanti, e non è l’unico.


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Il grave problema di No Way Home infatti è la sceneggiatura. Sinceramente non ricordo un film con problemi così gravi e stupidi. L’incipit del multiverso è uno dei peggiori mai visti, le scelte che compiono alcuni personaggi non hanno minimamente senso logico o pratico, la conclusione del film è incomprensibile, non perché è complessa, ma perché è totalmente sbagliata, per non parlare dei dialoghi tra i protagonisti. L’idiozia è onnipresente, molte scene sono inserite solo per allungare la durata del film, facendo immediatamente calare il ritmo. Uno dei colpi di scena maggiori è stato gestito nel peggior modo possibile, è davvero ingiustificabile una scrittura di così basso livello. Il tutto inoltre non è aiutato dalla regia, Jon Watts conferma nuovamente le sue poche qualità di regista, le scene d’azione sono tutte caotiche e in più non c’è una scena veramente memorabile. Sono tristemente poche le qualità di questo nuovo capitolo dell'uomo ragno, una di queste è la nascita del multiverso che è sempre intrigante, ma deve essere ben gestita, come per esempio in Spider-Man: Un nuovo universo. Non resta che aspettare il Dr Strange di Raimi per comprendere meglio le conseguenze di questi eventi.


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Commento:


Il terzo capitolo dell’uomo ragno di Tom Holland continua a non convincere sotto tutti gli aspetti, ma a differenza dei film che l’hanno preceduto, le criticità e le mancanze sono troppo rilevanti e insalvabili. Le potenzialità sono tante, ma nessuna di queste è stata espressa, dispiace proprio per la mancanza di una visione, il ché fa di questo film un prodotto esclusivamente commerciale, che riuscirà sicuramente a superare record su record al botteghino, ma che nel giro di qualche anno sarà completamente rivalutato e considerato solo per quello che è, un esperimento sbagliato.


Voto: 5


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