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Matrix Resurrections (2022) Lana Wachowski

Uno splendido urlo di libertà da parte di una incredibile artista.



Trama:

Thomas Anderson è il più celebre game designer del mondo, diventato noto grazie alla trilogia di videogiochi "Matrix", cui ora deve dare un seguito, nonostante si opponga a questa scelta meramente commerciale. Inoltre, va da un analista per ovviare ad alcune allucinazioni che spesso si ritrova ad affrontare, forse reminiscenza di qualcosa di reale e di passato. In un bar incontra Tiffany, una donna che gli sembra di aver sempre conosciuto.


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Analisi:

Matrix Resurrections esce nelle sale cinematografiche di tutto il mondo vent’anni dopo il meraviglioso ed enigmatico primo episodio, risultando essere volutamente meno incisivo e più sbiadito, azzarderei una copia patetica.


La ratio dietro questa scelta squisitamente artistica e genuina si cela nel fatto che il presente che oggi viviamo ha inglobato l’oscura metafora del primo Matrix, ergo era necessaria una narrazione differente.


Ciò che vive Neo in questa pellicola, e anche lo spettatore, già a partire dalla sequenza iniziale, è un enorme déjà vu, eco imperfetto di un mondo e di un’esperienza che furono, e che purtroppo, con buona pace del fandom, sono irrepetibili.


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L’essenza del film sta nella narrazione metacinematografica, infatti, è del tutto evidente la satira sfacciata e meravigliosamente coraggiosa del mercato cinematografico che ormai è eccessivamente saturo di remake, reboot, e di seguiti non necessari.


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Matrix Resurrections è un enorme gioco degli specchi che è legato indissolubilmente all’identità di Lana Wachowski. Allora, la narrazione della pellicola diviene metafora della crisi e dell’urlo di libertà di un’artista estremamente sincera, che volutamente sceglie un suicidio artistico pur di andare contro le logiche sterili del mercato.


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La madre-creatrice del franchise di Matrix distrugge il proprio figlio-prodotto, consapevole in maniera lucida di non poter replicare qualcosa di inimitabile, creando ancora una volta un paradosso, tema che permea l’intera saga.


Per concludere, Matrix Ressurections è un film divisivo, ostile agli spettatori e al mercato, ma anche un’opera unica, un blockbuster concettuale ed autoriale che riesce a far riflettere e sorridere amaramente.


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Curiosità:


Primo film di Matrix a non presentare l’attore Laurence Fishburne che riprende il ruolo di Morpheus.


Questo sarà il primo film di Matrix ad essere girato in digitale, a differenza dei primi tre film che sono stati girati in formato Super 35.


Niente 4° capitolo di Matrix per Hugo Weaving, lo storico Agente Smith nella trilogia originale.


Primo film del franchise Matrix a non essere prodotto da Joel Silver.


Lilly Wachowski non è a bordo di Matrix 4 poiché impegnata sulla serie tv Work in Progress di Showtime.


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Voto: 7



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