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Dune di Lynch o Dune di Villeneuve?

Due opere molto diverse, entrambe ispirate al primo romanzo del Ciclo di Dune di Frank Herbert.


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Trama:


In un lontano futuro l’umanità ha colonizzato i pianeti dello spazio ed è governata da un imperatore e da diverse casate nobiliari. Arrakis, detto anche Dune, unico pianeta della galassia dove è possibile raccogliere la spezia, protetta da degli enormi vermi della sabbia, passa nella gestione della famiglia Atreides su ordine dell’imperatore, dopo che per anni è stato gestito dagli Harkonnen, loro acerrimi nemici. La Spezia è una droga dagli effetti psicotropi e divinatori, ma anche un carburante che permette i viaggi spaziali. Il Duca di Atreides assume l’incarico affidatogli, e insieme al figlio Paul e la sua compagna Lady Jessica, si trasferisce su Dune, sebbene sappia che potrebbe cadere in una trappola, perché pensa di poter stringere un’alleanza con i Fremen, gli indigeni di Arrakis. Dopo poco tempo che gli Atreides e il loro seguito sono giunti su Dune, subiscono un’invasione da parte degli Harkonnen che porta ad uno stravolgimento dei loro piani.


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Analisi:


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Prima di tutto, occorre fare una premessa a scanso di equivoci, il romanzo di Herbert, da cui sono tratti entrambe le pellicole rispettivamente quella di Lynch del 1984 e quella di Villeneuve del 2021, è un’opera mastodontica, anche se si escludono gli altri cinque volumi che compongono l’intero Ciclo di Dune, poiché trattasi di un worldbuilding intriso di dettagli e riferimenti storici, culturali, politici, sociali e religiosi di enorme complessità.

Trasporre sul grande schermo tale mondo nella sua integrità è dunque un’impresa impossibile. Difatti, sia Lynch, prima, sia Villeneuve, dopo, hanno dovuto fare delle scelte “dolorose” tradendo la fonte letteraria da cui sono partiti e fare alcuni tagli. Villeneuve, più fortunato di Lynch (osteggiato fortemente dalla produzione), ha deciso di portare al cinema solo la prima parte del voluminoso romanzo di Herbert, mentre la seconda parte sarà oggetto di un secondo film (sempre che la pellicola non sia un flop al botteghino!). È possibile fare un paragone tra le due pellicole? Beh sì, trattandosi di due operi afferenti allo stesso medium, sebbene sia necessario farlo con le dovute accortezze. L’opera del geniale e visionario regista di Twin Peaks è profondamente controversa, criticata e ha rappresentato un enorme insuccesso commerciale, tuttavia “Dune” rimane un film molto lynchiano, nel senso che la pellicola è permeata da un’estetica estremamente onirica e da una commistione molto marcata di sogno e realtà, ambedue topoi del cinema del regista del Montana.


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Ciò che maggiormente interessa a Lynch, e rappresenta anche il punto di forza della sua pellicola, sono la forza del sogno e la potenza previgente della spezia, infatti, quantunque il film di Villeneuve mostri più sequenze in cui Paul sogna, il film di Lynch risulta in maggior misura surreale e fantastico. Il Dune di Lynch, inoltre, è anche più epico ed emozionale rispetto a quello di Villeneuve, che, a volte, finisce per fare un cinema piuttosto freddo ed asettico, seppur caratterizzato da una grande maestria tecnica e da una messa in scena solenne.

Il Dune di Villeneuve, dunque, si discosta da quello di Lynch perché si focalizza con più attenzione sul discorso politico-economico e parareligioso dell’opera-mondo di Herbert, e non tanto per la narrazione degli eventi in senso meramente temporale. Inoltre, i Fremen sono rappresentanti in maniera molto più dettagliata, rispetto al film di Lynch, attraverso dei richiami evidenti agli usi e ai costumi islamici.

La metafora dell’opera di Villeneuve, dunque, risulta chiara, Arrakis è la rappresentazione del terzo mondo che viene sfruttato dai paesi capitalisti dell’occidente (casate nobiliari ed imperatore) al fine di impossessarsi del petrolio (spezia).



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