top of page

Ghost of Tsushima (2020), Sucker Punch Productions

Aggiornamento: 22 ott 2021

Ghost of Thushima è un grande omaggio al Giappone feudale, non privo di difetti e di scelte discutibili.



TRAMA:


Nel 1274 una flotta mongola sbarca in Giappone sull’isola di Tsushima alla guida di Khotun Khan, cugino di Kublai noto come l’ultimo dei Gran Khan e fondatore del primo Impero cinese della dinastia Yuan. Lord Shimura, il leader del clan Shimura e Jito, organizza l’esercito di samurai per affrontare la minaccia mongola nella spiaggia Komoda. Jin Sakai, il protagonista dell’opera e ultimo erede del Clan Sakai, si riunisce con i samurai guidati dallo zio Lord Shimura, ma la battaglia contro i mongoli finisce in una carneficina, con l’intero esercito massacrato, Lord Shimura viene catturato e Jin ferito gravemente e dato per morto. Ma quest’ultimo è salvato da Yuna, una ladra locale, la quale lo informa che gran parte di Tsushima è caduta in mano ai mongoli.

Il gioco si ispira perciò ha un fatto realmente accaduto, ovvero le invasioni del Giappone da parte dei mongoli, in particolar modo la prima invasione del 1274, quando una flotta di 900 navi e un esercito di 40000 uomini furono inviati verso l’isola di Kyushu, questi sbarcarono prima nell’isola di Tsushima, più o meno a metà strada tra la costa meridionale della Corea e quella occidentale dell’isola giapponese di Kyushu. Una volta sbarcati i mongoli spazzarono via il modesto contingente di difensori e poi proseguirono verso la più piccola isola di Iki. La flotta si presentò al largo della baia di Hakata nell’isola di Kyushu il 18 novembre del 1274, ma un violento uragano decimò la spedizione, costringendo i mongoli alla ritirata.

Il team di Sucker Punch ha espresso chiaramente che non ha cercato di ricreare fedelmente l’isola di Tsushima, nonostante l’ispirazione storica, il protagonista non è realmente esistito, ma alcune tattiche che sono presenti nel gioco sono ispirate da alcuni eventi storici.

Ghost of Tsushima insomma mostra un versione alternativa di ciò che è accaduto realmente durante la prima invasione mongola del Giappone.


ree

ANALISI:

Completando le missioni, sia la Main Quest che le varie Tales of Tsushima(alcune delle side quests) si ottengono risorse per potenziare l’equipaggiamento, nuove armi e armature oltre che la possibilità di sbloccare abilità per il combattimento sia corpo a corpo che di assassinio, permettendo in questo modo di accrescere la fama dello Spettro, che condiziona la dinamica della “paura”, ovvero uno meccanica di gameplay che consiste nel far indietreggiare o scappare i nemici dinanzi al protagonista in seguito all’ottenimento della fama. Un aspetto fondamentale dell’opera di Sucker Punch è l’approccio che può adottare l’utente negli scontri, poiché avrà ha sua disposizione sia le abilità dei samurai, per un confronto più diretto e allertando in questo modo i vari nemici, e le abilità dello Spettro, delle skills che permettono di adoperare un approccio stealth. Vi è la possibilità anche di iniziare ogni scontro a viso aperto tramite il Confronto, questo consiste in un duello con un singolo avversario, ma permette anche di concatenare più eliminazioni di fila tramite l’ottenimento di nuove abilità. Un’altra componente del gameplay è la barra della Determinazione che può essere riempita in diversi modi, o attraverso l’esecuzione di un parry assestato con il giusto tempismo o tramite l’uccisione di diversi nemici. La determinazione è necessaria per ripristinare la salute di Jin oltre che per utilizzare le tecniche del Mito, tecniche che possono essere sbloccate solo completando i Racconti Mitici, una delle tipologie di Quest meglio riuscite nell’intera opera. Nel corso del gioco si ottiene un altro di abilità, la Forma dello Spettro che può essere ottenuta solamente proseguendo nella Main Quest ed è utilizzabile una volta uccisi un numero predefinito di nemici senza subire danni. Oltre ciò vi sono i set di armature e le armi fantasma, le armature hanno diversi bonus, come un danno maggiorato con le frecce o la riduzione della velocità di rilevamento dei nemici, le armi fantasma, invece, sono utili per nascondersi, per esempio lanciando una bomba fumogena, o per danneggiare i nemici con i kunai e altri benefici che possono essere utilizzati quando si predilige un approccio meno diretto e stealth.


ree

Oltre le tecniche e le abilità che riguardano il combattimento, vi sono delle abilità che concernono l’esplorazione, una delle componenti più presenti nell’opera di Sucker Punch. L’isola è piena di luoghi da visitare o da scoprire, a partire dai templi, dai pilastri, dai santuari e da altri punti di interesse. L’unico modo per orientarsi nella mappa è il Vento, data l’assenza di una mini mappa, il vento inoltre è una vera e propria abilità che può essere potenziata. Grazie alla direzione del vento è possibile raggiungere i luoghi indicati sulla mappa, è possibile anche raggiungere alcuni luoghi seguendo gli animali presenti sull’isola, come nel caso dei santuari che possono essere trovati grazie alle volpi(Inari), questi santuari permettono di ottenere e potenziare gli amuleti. L’esplorazione nelle prime fasi dell’opera è sicuramente è uno dei fattori di maggior pregio di Ghost of Tsushima, grazie anche all’incredibile e varia direzione artistica. La composizione degli haiku, la ricerca dei santuari Inari, le molteplici missioni facoltative e i dialoghi opzionali arricchiscono l’esperienza di gioco, ma a lungo andare l’esplorazione diventa uno dei difetti maggiori, dovuto soprattutto alla monotonia che intercorre dopo diverse ore di gioco, aspetto che non riguarda solamente l’esplorazione, ma anche il sistema di combattimento troppo ripetitivo, raramente il gioco spinge in un certo modo ad utilizzare le abilità più avanzate e le varie combo a causa anche di una carenza di sfida vera e propria. Nonostante il gameplay sia inizialmente molto soddisfacente e spettacolare, alla lunga emergono tutti i limiti e le pecche che minano l’esperienza, spesso ho preferito un approccio diretto da samurai, piuttosto che da spettro, per “velocizzare” gli scontri che nel corso del gioco risultano essere poco vari.


ree

L’ambientazione di Ghost of Tsushima è una delizia per gli occhi. L’isola di Tsushima non è stata riprodotta fedelmente dal team di Bellevue, in essa vi sono alcuni luoghi o zone provenienti dalle altre isole nipponiche, e forse proprio questa scelta rende il tutto più disuguale e variegato, rappresentando senza dubbio uno dei pregi migliori del gioco. L’ambientazione di Ghost of Tsushima è una delizia per gli occhi. L’isola di Tsushima non è stata riprodotta fedelmente dal team di Bellevue, in essa vi sono alcuni luoghi e zone provenienti dalle altre isole nipponiche, e forse proprio questa scelta rende il tutto più disuguale e variegato, rappresentando senza dubbio uno dei pregi migliori del gioco. Una cura per il dettaglio, una ricerca costante per stupire e meravigliare l’utente, non alla ricerca del realismo, ma di una visione più idilliaca (nonostante una massiccia presenza di campi e abitazioni devastate dall’esercito mongolo) che dipinge in tal senso una Tsushima vista da occhi esterni e poco veritiera, quasi più filmica e artistica che autentica. La regia infatti trae ispirazione dalle opere del maestro Akira Kurosawa, con dei forti richiami, soprattutto nei duelli. Nel gioco è presente anche la modalità Kurosawa, ovvero un modalità in bianco e nero molte ben realizzata e non un semplice filtro, che consiglio vivamente di provare agli appassionati e non solo delle grandi opere cinematografiche del regista nipponico. Dal punto di vista tecnico appare stupefacente in certi frangenti, come i modelli delle varie armature, soprattutto quando non si osserva nel dettaglio, ma persistono diverse incertezze, come i modelli dei personaggi, in particolar modo quelli secondari, e le animazioni facciali che non sono sicuramente paragonabili ad alcune esclusive Playstation, ma nonostante ciò il lato artistico, che trasuda un amore incondizionato per il Giappone, riesce a compensare in parte i difetti del lato grafico.


ree

La narrazione è uno degli aspetti che convince meno, l’ultima fatica di Sucker Punch conta molte missioni e attività. Nello specifico ciò che non appaga del tutto è la Main Quest, poco ispirata e troppo diluita, raramente riesce a coinvolgere se non nelle ultime ore di gioco, dovuto anche a un antagonista non molto interessante e poco presente. La spina dorsale della narrazione è formata da un lato dall’invasione mongola e i suoi catastrofici effetti nell’isola, dall’altro lato vi è invece il rapporto tra Jin e lo zio Lord Shimura. Il protagonista mosso dalla disperazione, dall’imminente disfatta e da Yuna, abbraccia la via dello spettro per diventare il simbolo della ribellione e della riconquista, abbondando il credo e le norme dei samurai impersonate da Lord Shimura. Un dualismo morale, più che fisico, dove da una parte Jin rispecchia la visione di un nuovo tipo di guerra, dove tutto è permesso per sconfiggere il nemico, anche le azioni più terribili e deplorevoli che possono renderti un mostro agli occhi dei tuoi nemici e non solo, dall’altra parte Lord Shimura rispecchia una “vecchia” visione della guerra, al cui centro vi è l’onore, ogni azione deve essere onorevole in battaglia e in guerra, proprio per questo motivo la paura che genera Jin è vista come uno stratagemma disonorevole che non può condurre a una vera vittoria. Questo dissidio è vissuto dallo stesso protagonista internamente, con delle conseguenze irreversibili. Tutto ciò risulta essere molto interessante, ma poco sviluppato, un tema che poteva essere narrato e raffigurato con tempi e modi diversi, e una profondità che avrebbe espresso meglio la pesantezza e l’importanza della scelta di Jin all’interno dell’opera. Dall’altro canto, invece, le Tales of Tsushima sono la componente meglio riuscita dal punto di vista narrativo e di coinvolgimento, con dei personaggi secondari ben approfonditi e caratterizzati, insieme ai Racconti Mitici, grazie anche ha uno stile artistico ben congegnato per i racconti mitici narrati dai vari bardi presenti nell’isola, il completamento dei Racconti Mitici permette inoltre di acquisire set di armature e tecniche leggendarie.


ree

COMMENTO:

Ghost of Tsushima sicuramente non è un capolavoro, né si avvicina ad esserlo, ma nonostante i molteplici difetti consiglio vivamente di giocarlo, con la speranza che un seguito, molto probabile dato l’incredibile successo, possa limare e perfezionare i pregi e i diversi difetti. Immergersi nel Giappone creato dal team statunitense è un’esperienza che vale la pena di essere vissuta e assaporata.

Voto: 7

Commenti


bottom of page