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La nostalgia del West

Due delle più grandi icone del Western, C’era una volta il West e Red Dead Redemption 2, raccontano a loro modo la fine di un’era, il cosiddetto selvaggio West, agli sgoccioli con l’arrivo della civiltà in quelle terre americane di frontiera.


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Cos'è il Western?:


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Prima di tutto è bene definire cosa si intende con “Western”; con questo termine si indica un genere artistico nato all’incirca nella seconda metà del XIX secolo, che ha coinvolto diverse arti, come quella cinematografica, letteraria, teatrale e anche videoludica. Nell’ambito del cinema, questo genere nacque intorno al ventesimo secolo, con quello che viene generalmente considerato il progenitore, The Great Train Robbery, per poi diventare un genere molto utilizzato e famoso, grazie ai film di John Ford e Howard Hawks. Questo noto genere si diffuse anche in Italia, nel corso degli anni sessanta e settanta del XX secolo, con il celebre filone degli spaghetti-western, reso molto famoso in tutto il mondo dal grande regista Sergio Leone con la Trilogia del Dollaro, e le magnifiche colonne sonore del maestro Ennio Morricone.


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In letteratura, diversamente da come si potrebbe pensare, non nacque negli Stati Uniti, ma in Gran Bretagna con i Penny Dreadful, ovvero dei racconti che uscivano periodicamente nel Regno Unito nel corso del XIX secolo a basso costo, costavano appunto solamente un penny. Solo in seguito negli USA con le Dime Novel, una serie di racconti popolari molto simili ai Penny Dreadful. Anche in Italia si diffusero i Western, grazie alla penna di Emilio Salgari, autore di diversi libri e racconti di questo genere. Per quanto riguarda il teatro, l’opera che rese cosi celebre il selvaggio West fu sicuramente Buffalo Bill’s Wild West, realizzata proprio da Buffalo Bill, in cui sono narrati fatti della sua vita e le sue esperienze. Quest’opera fa parte del filone dei Wild West Show, una serie di spettacoli itineranti, nei quali vi erano in certi casi anche un migliaio di artisti impiegati contemporaneamente, oltre un grande numero di animali.


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Infine nell’ambito videoludico il primo titolo è The Oregon Trail, del 1971, un videogioco realizzato principalmente a scopo educativo. Una delle opere principali di questo genere fu sicuramente Gun.Smoke del 1985, uno sparatutto a scorrimento, uscito inizialmente in versione arcade, che ha fortemente ispirato Red Dead Revolver, il primo della serie dei Red Dead. Ciò che caratterizza il Western sono le diverse figure e personaggi che fanno parte di questo mondo, come i cowboy, gli sceriffi, le bande di banditi, i cercatori d’oro e anche i nativi americani, oltre il fascino di queste terre così pericolose, data l’alta presenza di fuorilegge, e poco conosciute. Una costante ricerca e scoperta dell’ignoto, per spingersi verso i confini occidentali degli attuali Stati Uniti, ricerca compiuta principalmente dai grandi pionieri di quel periodo.


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Bisogna considerare inoltre che tutto ciò nasce durante le guerre di Secessione, combattuta fra Stati Uniti d’America e gli Stati Confederati d’America proprio tra il 1861 e 1865, finché nel 1890 non venne definita chiusa la frontiera dall’Ufficio Statistiche statunitense, ponendo fine in questo modo a questo periodo, nonostante continuarono a essere attribuiti acri di terre ai coloni nell’ex territorio “Indiano” fino al 1911. Proprio questi due capolavori, C’era una volta il West e Red Dead Redemption 2, sono ambientati in questo periodo, quando tutto sta finendo.


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Red Dead Redemption 2:


Nel caso di Red Dead Redemption 2, dove giocheremo nei panni di Arthur Morgan, un membro della banda di Dutch Van der Linde considerata una delle più temibili e pericolose, assisteremo al passaggio dal West selvaggio a quello civilizzato insieme ai personaggi del titolo. Non tutti però riescono ad accettare il cambiamento, non solo perché dovranno adeguarsi necessariamente alla nuova civiltà, ma anche perché va contro i loro ideali.


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Nello specifico questo sentimento di rifiuto è impersonato da un personaggio, Dutch, lo stesso capo della banda; un uomo che è stato più di un semplice capo, per alcuni infatti è stato un padre, per altri un fratello e una guida in tutti i sensi. I suoi ideali, la sua visione del mondo ha condizionato fortemente la maggior parte dei membri, affascinati da una figura così carismatica. Per quanto nel gioco assistiamo a tutti gli eventi negativi, alle moltissime complicazioni e ai continui fallimenti, Dutch continuerà imperterrito per tutta la durata del gioco a negare l’evidenza, rimanendo fermo nelle sue idee, spinto da un solo desiderio: fuggire dagli Stati Uniti e dalla civiltà, considerata come il male assoluto.


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C'era una volta il West:


Diversamente in C’era una volta il West i tempi sono ormai cambiati, vi sono sempre le bande, i pistolero, ma sono soltanto un rimasuglio che è prossimo a scomparire. La legge ora inizia ad avere un peso diverso, i ricchi magnati investono nella costruzione di ferrovie o di nuove città, e proprio le città sono ormai il fulcro di tutta la società, le persone migrano in massa verso i centri cittadini per esigenze economiche e per avere un tipo di vita più comoda e più sicura. In questo quadro anche i criminali di un tempo si sono adattati, come Frank, interpretato da Henry Fonda, un personaggio iconico e indimenticabile.


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Questi in passato era stato un bandito molto crudele, ora nonostante conservi la sua banda, lavora al servizio di un ricco magnate, Morton; schiavo perciò anch’esso del denaro e dall’ambizione, che ormai smuove tutto e tutti. Frank quindi fa ciò che Dutch non ha mai voluto fare, ovvero adattarsi alle nuovi leggi, sottomettersi al potente di turno solo per l’ambizione e il desiderio di arricchirsi; lo scontro principalmente è ideale, un uomo come Dutch fortemente idealista difficilmente potrebbe essere corrotto dal denaro. Non è più il tempo dei leggendari fuorilegge, degli scontri tra bande, o dei duelli alla Buono, il Brutto, il Cattivo, ora che le terre sono state “pacificate” dopo le lunghe guerre con i nativi americani, lo stato e gli aristocratici investono maggiormente per accrescere i loro possedimenti e attività, per sfruttarle al massimo e arricchirsi di conseguenza.



Commento:


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Quelle che traspare in entrambe le opere, è un senso di nostalgia che accompagna la fine di un’epoca terribile, ma nel contempo grandiosa, che ancora oggi continua ad affascinare e ispirare molti autori. Ciò che colpisce del selvaggio West è il senso di libertà, una sorta di paradiso dell’illegalità, dove i rapporti principalmente sono basati sull’onore, sulle abilità dei vari pistolero, temuti ovunque e considerati però delle leggende, e un senso costante di incertezza e insicurezza. I nomi delle bande sono entrati nella storia, proprio per le azioni terribili che hanno commesso, eppure gloriose, le grandi rapine e scontri che hanno terrorizzato costantemente la popolazione locale, protette solamente dagli sceriffi, ma senza un saldo controllo dello Stato, sono narrate in moltissimi racconti o sono state fonte di ispirazione per la creazione di grandi opere.


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Vi è da considerare anche un’altra componente fondamentale presente nei due titoli: la critica al nuovo tipo di società (soprattutto in Red Dead Redemption 2). Ora tutto è legato ai giochi di potere, a coloro che smuovono denaro, e poco importa se i mezzi per raggiungere i loro obiettivi sono addirittura peggiori a quelli commessi in precedenza. Cambiano i tempi, cambiano i luoghi, ma non i prepotenti e coloro che cercheranno di ottenere sempre più potere per sottomettere i più “deboli”, se un tempo erano le bande a scontrarsi, ora sono i potenti e gli aristocratici a scontrarsi in quelle terre per alimentare il loro desiderio di ambizione. Una nota negativa del processo di civilizzazione che sembra criticare fortemente anche la nostra società.


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Ma con ciò non intendo dire che l’intento delle due opere è quello di rievocare e omaggiare un’epoca d’oro piena di eroi, al contrario, vogliono denunciare tutti i crimini e la crudeltà; pensate semplicemente al titolo del capolavoro Rockstar, la parola “redenzione” non è certamente casuale, ma è un grande indizio per comprendere meglio il significato di questo gioco, oppure pensate alla vendetta dell’uomo con l’armonica, una scena fortissima del film di Leone, in grado di mostrare in qualche minuto tutto ciò che rappresenta quel periodo. Quello che emerge però è che nonostante i tempi siano cambiati, con la costruzione di nuovi insediamenti e industrie, la violenza e le ingiustizie non sono scomparse, come ha scritto nel Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi”.

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